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Casa Andreea

Bucarest - Romania
Il fatiscente Padiglione B1 HIV Pediatrico dell’Ospedale di malattie infettive ‘Victor Babes’ di Bucarest viene finalmente e definitivamente cancellato; dalle sue ceneri nasce Casa Andreea. Tutti i bambini ricoverati possono così iniziare il loro percorso di ‘riabilitazione alla vita’.

Nel 1996 viene ristrutturato l’intero Padiglione B1 HIV per rimuovere, definitivamente, le condizioni di degrado in cui versava da decenni.

 

È proprio nel ‘vecchio’ Padiglione che Mino Damato incontrò, per la prima volta, Andreea, la bimba divenuta poi sua figlia; il ‘nuovo’ Padiglione è a lei intitolato.

 

Per l’edificazione del Centro viene individuata un’area abbandonata alle spalle dell’Ospedale del villaggio rurale di Singureni (nella Regione di Giurgiu, a circa 40 chilometri dalla capitale); ottenuta la concessione d’uso, Bambini in Emergenza inizia ristrutturando e ampliando un edificio abbandonato già esistente, da destinare a casa famiglia per i primi bambini in dimissione.

Casa San Lorenzo viene progettata per una vita quotidiana simile a quella familiare, con spazi di uso comune e, per la prima volta, con ambienti personali per ciascun bambino (una camera da letto con armadi e contenitori per gli oggetti di uso personale).

 

Nonostante i ripetuti tentativi d’integrazione, gli ospiti di ‘Casa San Lorenzo’ non vengono accettati nella scuola del villaggio di Singureni; questo costringe Bambini in Emergenza ad allestire una scuola all’interno del Centro Pilota riconosciuta con le prime cinque classi obbligatorie e un doposcuola nei locali della casa famiglia.

 

Casa Andreea dispone di sette saloni di degenza forniti di impianti ad ossigeno (per un totale di cinquanta posti letto), un reparto di isolamento, un gabinetto di stomatologia e di odontoiatria, una palestra per la riabilitazione neuromotoria, una mensa e una sala per le attività didattico-ricreative.

 

Nel Padiglione, grazie a più equipes di personale qualificato, avviene una vera e propria ‘riabilitazione alla vita’: i bambini, cresciuti senza cure ed in isolamento, vengono sottoposti a programmi di stimolazione ai rapporti interpersonali e di valorizzazione dei processi di autostima, ad attività educative varie – psicofisiche, sensoriali, espressive, cognitive, di comunicazione non verbale, etc.

 

Le condizioni cliniche e psichiche della maggior parte dei piccoli degenti migliorano giorno dopo giorno.

Bambini in Emergenza, ancora oggi, supporta l’attività del nuovo Padiglione rifornendolo periodicamente di farmaci, materiale monouso, integratori alimentari, vestiti e giocattoli.

 

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